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L'evento

La Battaglia di Colle rappresenta uno degli elementi più rappresentativi della storia della città. Per questo il progetto prevede di ricostruire fedelmente quella giornata in cui tutto ebbe inizio, l'attesa, le gesta, l'eroica impresa e il crudo scontro: tutto racchiuso in un evento che possa catalizzare l'attenzione di cittadini e turisti, grandi e piccini.

La ricerca dei fatti della storia, così come dei costumi, delle arti e dei mestieri, quale fondamento di una politica culturale e turistica volta alla salvaguardia delle peculiarità della nostra cultura è uno degli aspetti principali del progetto. È poi di fondamentale importanza che gli eventi siano filologicamente, scientificamente e storicamente coerenti con i fatti che si intendono rappresentare.

Luoghi, personaggi, tecniche militari, accampamento: tutto ricostruito in maniera fedele seguendo i fatti di storia e le pubblicazioni date alle stampe.
L'idea progettuale è dunque quella di ricostruire nella giornata del 15 giugno 2019 i fatti storici che caratterizzarono la Battaglia di Colle. L'allestimento del campo di battaglia, le fasi che precedettero le scelte di Salvani piuttosto che quella di Bitraud, i personaggi che da una parte e dall'altra resero epica quella giornata, la figura ingombrante di Sapìa, mercanti, artigiani, popolo.

Tutti a loro modo protagonisti di una giornata che culminerà, con il sopraggiungere della notte, alla scena finale: la Battaglia di Colle. Si cercherà di ricostruire fedelmente tutti quegli attimi, dall'arrivo della fanteria fino a quello della cavalleria, lo scontro e i morti in campo. Fino alla testa di Provenzano Salvani sventolata come un vessillo. Il tutto cercando non di travalicare i confini della storia in quelli del fantasy, ma ripercorrendo fedelmente tutti gli aspetti peculiari della Toscana del 1200 in generale e più in particolare quelli di Colle.

Non mancheranno spazi per bambini e non mancherà uno spazio legato alla cucina dell'epoca.
Fondamentali saranno gli spazi: lo spettatore vivrà quel periodo e quelle scene, ma non sarà parte integrante. Con un percorso attento e accattivante riuscirà ad entrare pur non sconfinando nella modernità. Una sfida nella sfida per rendere l'evento ancora più unico. Per entrare ancora di più nella cronaca del tempo non mancheranno passi di drammaturgia grazie ad attori professionisti che vestiranno i panni dei protagonisti della vicenda con l'obiettivo di rendere gli spettatori ancora più partecipi della narrazione e dell'avvicendarsi delle scene.Un vero e proprio campo di battaglia, un accampamento pieno di artigiani e la vita del popolo: il tutto ricostruito all'interno del parco di Bacìo, ripulito e rinnovato proprio per l'occasione.

Costruttori di armature, maniscalchi, cavalli, cavalieri e fanti in allenamento, la preparazione della battaglia, le paure, i silenzi, gli svaghi dell'attesa. C'è tutto questo nella scenografia che verrà riproposta: la cura fedele della ricostruzione degli ambienti e dei costumi è una parte fondamentale della manifestazione. Professionisti, artigiani e volontari al lavoro per creare un qualcosa di unico ma al tempo stesso fedele alla tradizione, un lavoro di conoscenza e di messa in pratica di tecniche lontane ma al tempo stesso da riscoprire insieme alla storia locale.

Si penserà alle armature, ai vestiti dei popolani, alle calzature, agli armamenti dedicati ai cavalli. Alla preparazione delle vivande, piuttosto che all'attesa della notte. Fuochi e profumi la faranno da padroni, lo scintillio del ferro e i colori grevi di un mondo antico. I segni della modernità saranno banditi, il solo, protagonista sarà il 1200 di Colle.

Programma



5 MAGGIO
“La Colle del 1200”

Didattica su alimentazione, abbigliamento, armi e giochi medioevali


11 MAGGIO
Visita alla Torre di Arnolfo, con l'allestimento del Presepe di Arnolfo e mostra fotografica.

Sarà aperto il fornino della dimostrazione del cristallo dalle ore 11 alle ore 19 e lo Spazio Espositivo del Vetro e del Cristallo fino alle ore 23. Il clou della serata sarà rappresentato dalla cena in Piazza Duomo completamente ambientata in stile Duecentesco, con vestiti d'epoca, menu e servizi del tempo in collaborazione con l'Istituto Alberghiero.


SETTIMANA DAL 12 AL 19 MAGGIO:

Incontri con le scuole e infine 18 e 19 corteo folkloristico per le vie del paese con tamburi e banditori che annunceranno lo svolgimento della Battaglia


31 MAGGIO:
“La Toscana Giorno Per Giorno”

Presentazione del libro a cura del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani e a margine: "Colle e Firenze, un legame che ha fatto storia"


1 GIUGNO:
Allestimento mercato Duecentesco con didattica sulla cucina e la spezieria.

Nell'occasione saranno offerti degli assaggi. Saranno presenti attori e cantori di brani letterali e musicali.


15/16 GIUGNO:
“Fiera del Medioevo”

Seguendo la scia di “Armi&Bagagli” la più grande fiera del Medioevo e della Rievocazione storica che si tiene ogni anno a Piacenza e che conta oltre 300 espositori, verrà organizzato, seppur con le dovute proporzioni, un mercato all'interno di Piazza Arnolfo dove il turista e il visitatore avranno l'opportunità di calarsi appieno in un'epoca lontana, ma assai viva di storia e contenuti: armi, costumi, enogastronomia, oggettistica saranno i protagonisti delle due giornate.


FRAMMENTI DI STORIA: VITA E ARTE A COLLE NEL MEDIOEVO
A cura del Comitato Scientifico: Gruppo Archeologico Colligiano, Società Amici dell'Arte, Ricolleghiamo, Arcipretura dei Santi Alberto e Marziale, Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli.

3 MAGGIO  ore 17.30

Teatro dei Varii, Via del Castello 64 Colle di Val d' Elsa

Poesia e letteratura a colle nel medioevo

Riflessioni su Mino da Colle, Gano di Lapo, Lapo di Gano e gli altri Partendo dalla tradizione manoscritta, saranno presentate varie riflessioni sui poeti colligiani del Medioevo, dei quali verranno inoltre letti e commentati alcuni testi tra i più significativi.

IRENE TANI laureata all'Università degli Studi di Siena, ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università per Stranieri di Siena, ed è attualmente assegnista di ricerca presso il Dipartimento di filologia e critica delle letterature antiche e moderne di Siena. Collabora inoltre con la "Fondazione Ezio Franceschini" di Firenze al progetto LIO (Lirica italiana delle origini).


31 MAGGIO  ore 10.30

Aula magna Scuole Secondarie di II grado Colle di Val d'Elsa

La società colligiana del duecento

Nella lezione si illustrerà lo sviluppo di Colle, il suo raggiungimento dell’indipendenza comunale tra XII e XIII secolo, la sua difesa dell’autonomia in equilibrio tra Volterra, Siena e Firenze e la grande crescita demografica, economica e culturale del Duecento.

PAOLO CAMMAROSANO(Forlì, 1943) è stato allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha insegnato dal 1969 al 2014 a Trieste Storia medievale in qualità di professore ordinario ed è stato preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1999 al 2005. Nel 2005 ha promosso con alcuni suoi allievi il CERM (Centro Europeo di Ricerche Medievali), presso il quale è stata pubblicata la sua Storia di Colle di Val d’Elsa nel Medioevo (quattro volumi apparsi sino ad ora).

14 giugno 2019 ore 17.30

Teatro dei Varii, Via del Castello 64 Colle di Val d'Elsa

Guelfi e Ghibellini a Colle

Nella lezione si illustreranno lo sviluppo e la natura del conflitto tra Guelfi e Ghibellini nel Duecento, le lacerazioni che il conflitto portò all’interno di Colle e anche all’interno delle singole famiglie e gli sforzi della autorità comunali intesi a contenere questa lacerazione ed evitare che fosse distruttiva del vivere civile interno.
Attività correlate: lettura di brani letterari a cura di associazioni teatrali di Colle

PAOLO CAMMAROSANO


28 Giugno  ore 17.30

Teatro dei Varii, Via del Castello 64 Colle di Val d'Elsa

La società colligiana del duecento

La conferenza illustrerà le specifiche caratteristiche del bruscello della tradizione popolare colligiana. Si tratta di una forma di rappresentazione a volte epico-drammatica, a volte farsesca, di episodi della vita di tutti giorni creati dalla fantasia popolare o realmente accaduti, della storia o della letteratura. Il termine Bruscello deriva dalla trasformazione popolare della parola arboscello, poi roscello, che simbolicamente veniva alzato per segnare il punto di raccolta degli spettatori nelle aie, nelle campagne, dove si svolgeva in forma itinerante.

FABIO MUGNAINI Docente di Storia delle Tradizioni Popolari, di Etnologia Europea e di Antropologia della performance, presso i corsi di studio in Discipline Etno-antropologiche e di laurea magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia, presso la Facoltà di lettere e filosofia, Università degli studi di Siena.

L'evento

La Battaglia di Colle rappresenta uno degli elementi più rappresentativi della storia della città. Per questo il progetto prevede di ricostruire fedelmente quella giornata in cui tutto ebbe inizio, l'attesa, le gesta, l'eroica impresa e il crudo scontro: tutto racchiuso in un evento che possa catalizzare l'attenzione di cittadini e turisti, grandi e piccini.

La ricerca dei fatti della storia, così come dei costumi, delle arti e dei mestieri, quale fondamento di una politica culturale e turistica volta alla salvaguardia delle peculiarità della nostra cultura è uno degli aspetti principali del progetto. È poi di fondamentale importanza che gli eventi siano filologicamente, scientificamente e storicamente coerenti con i fatti che si intendono rappresentare.

Luoghi, personaggi, tecniche militari, accampamento: tutto ricostruito in maniera fedele seguendo i fatti di storia e le pubblicazioni date alle stampe.
L'idea progettuale è dunque quella di ricostruire nella giornata del 15 giugno 2019 i fatti storici che caratterizzarono la Battaglia di Colle. L'allestimento del campo di battaglia, le fasi che precedettero le scelte di Salvani piuttosto che quella di Bitraud, i personaggi che da una parte e dall'altra resero epica quella giornata, la figura ingombrante di Sapìa, mercanti, artigiani, popolo.

Tutti a loro modo protagonisti di una giornata che culminerà, con il sopraggiungere della notte, alla scena finale: la Battaglia di Colle. Si cercherà di ricostruire fedelmente tutti quegli attimi, dall'arrivo della fanteria fino a quello della cavalleria, lo scontro e i morti in campo. Fino alla testa di Provenzano Salvani sventolata come un vessillo. Il tutto cercando non di travalicare i confini della storia in quelli del fantasy, ma ripercorrendo fedelmente tutti gli aspetti peculiari della Toscana del 1200 in generale e più in particolare quelli di Colle.

Non mancheranno spazi per bambini e non mancherà uno spazio legato alla cucina dell'epoca.
Fondamentali saranno gli spazi: lo spettatore vivrà quel periodo e quelle scene, ma non sarà parte integrante. Con un percorso attento e accattivante riuscirà ad entrare pur non sconfinando nella modernità. Una sfida nella sfida per rendere l'evento ancora più unico. Per entrare ancora di più nella cronaca del tempo non mancheranno passi di drammaturgia grazie ad attori professionisti che vestiranno i panni dei protagonisti della vicenda con l'obiettivo di rendere gli spettatori ancora più partecipi della narrazione e dell'avvicendarsi delle scene.Un vero e proprio campo di battaglia, un accampamento pieno di artigiani e la vita del popolo: il tutto ricostruito all'interno del parco di Bacìo, ripulito e rinnovato proprio per l'occasione.

Costruttori di armature, maniscalchi, cavalli, cavalieri e fanti in allenamento, la preparazione della battaglia, le paure, i silenzi, gli svaghi dell'attesa. C'è tutto questo nella scenografia che verrà riproposta: la cura fedele della ricostruzione degli ambienti e dei costumi è una parte fondamentale della manifestazione. Professionisti, artigiani e volontari al lavoro per creare un qualcosa di unico ma al tempo stesso fedele alla tradizione, un lavoro di conoscenza e di messa in pratica di tecniche lontane ma al tempo stesso da riscoprire insieme alla storia locale.

Si penserà alle armature, ai vestiti dei popolani, alle calzature, agli armamenti dedicati ai cavalli. Alla preparazione delle vivande, piuttosto che all'attesa della notte. Fuochi e profumi la faranno da padroni, lo scintillio del ferro e i colori grevi di un mondo antico. I segni della modernità saranno banditi, il solo, protagonista sarà il 1200 di Colle.

Eran li cittadin miei presso a Colle
in campo giunti co'; loro avversari,
e io pregava Iddio di quel ch'e'; volle.
Rotti fuor quivi e vòlti ne li amari
passi di fuga; e veggendo la caccia,
letizia presi a tutte altre dispari,
tanto ch'io volsi in sù l'ardita faccia,
gridando a Dio: "Omai più non ti temo!",
come fé 'l merlo per poca bonaccia.
(Purg. XIII) Div.Com.

Storia

La battaglia di Colle, anche se di proporzioni minori rispetto a quella di Montaperti, ne rappresenta la rivincita e la sua importanza a livello strategico è notevole in quanto le sorti della compagine Ghibellina ne resteranno segnate. I condottieri Guido Novello e Provenzano Salvani erano quanto di meglio potevano schierare gli eserciti pisano e senese venuti a Colle per annientare una città da sempre ostile e bellicosa, ma molto meno potente delle rivali Siena e Pisa. Avamposto comunque di Firenze in territorio Valdelsano, battifolle contro Poggibonsi e presente in ogni battaglia, andava distrutta anche perché l’esercito Fiorentino era stato annientato 9 anni prima a Montaperti e la stessa Colle aveva subito pesanti perdite in quella battaglia. Colle secondo le cronache aveva prestato almeno 1400 soldati alla causa Guelfa in Montaperti. Nell’Arbia l’alleanza Fiorentina contava 3.000 Cavalieri e 30.000 Soldati, le perdite per la parte guelfa furono impressionanti 10.000 morti e 15.000 prigionieri. Stando alle proporzioni in Colle sarebbero dovuti rientrare non più di 350 uomini dei 1.400 partiti. Alla fine dello stesso mese fu convocata a  Empoli  una dieta delle città e dei nobili della  Toscana  di parte ghibellina per rafforzare il ghibellinismo toscano e consolidare nella regione l'autorità degli Svevi. Ad  Empoli , i rappresentanti di  Siena  e  Pisa  sostennero il Regio Deliberato di Manfredi, che prevedeva la distruzione di  Firenze , alla quale si oppose il ghibellino fiorentino Farinata degli Uberti , salvandola da ulteriori distruzioni (Dante Div. Com. Canto X Inf.).

Il progetto da portare a termine era comunque quello di sottomettere Firenze e per questo fu deciso di distruggere Colle, ultima alleata nello scacchiere sud della Toscana. La sconfitta di Colle dopo la battaglia di Montaperti doveva essere una formalità per l’esercito Ghibellino. Firenze mandò quel poco che poteva, senza dover sguarnire la città: 400 Cavalieri e circa 300 fanti comandati da Malatesta da Verrucchio più di questo non si poteva (9 anni prima anche Firenze aveva perso gran parte del proprio esercito a Montaperti). Gli angioini provenzali di stanza a San Casciano comandati da Giovanni di Bitraud arrivarono in tarda serata insieme ai Fiorentini con altri 400 cavalieri. Colle poteva contare sui reduci e qualche nuova leva arrivata nei nove anni successivi a Montaperti. I Colligiani però combattevano per la loro stessa esistenza per la propria vita, per la propria libertà. Era il popolo che scendeva in campo per fugare la minaccia di una schiavitù. Insieme i mercanti, gli artigiani ed il popolo minuto combattono contro uno schieramento imperiale Ghibellino espressione di una schiatta ancora legata al privilegio del latifondo ed alle manie di grandezza di due condottieri (Provenzano e Guido Novello), che più volte avevano cercato di egemonizzare la Toscana. Si tratta di sopravvivenza di una borghesia commerciale e manifatturiera, di un popolo minuto di operai delle gualchiere, di una città dedita già al libero scambio, contro valori ancorati ad una tradizione feudale. Sicuramente più di un migliaio di combattenti da una mia stima personale basata sul contingente presente a Montaperti.

La resa di Colle Val d'Elsa del 1479. Siena, Archivio di Stato

La città

Colle di Val d' Elsa è situata nel cuore della Toscana, in una posizione strategicamente favorevole, vicino alle città di Siena, Firenze e Volterra, sul percorso della  via Francigena , l'autostrada medioevale dei grandi pellegrinaggi dal nord Europa verso Roma. L' abitato si è sviluppato originariamente in tre borghi autonomi, distinti per strutture e configurazione planimetrica: il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano.

I primi due insediamenti sono i più antichi, sedi privilegiate dei gruppi egemoni cittadini, e sono posti su uno stesso crinale collinare nella direzione Est-Ovest e separati da un ampio vallone, dominano la zona del fondovalle dove sorge il terzo "borgo", quello del Piano, più recente per diffusione urbana e da sempre adibito alle attività produttive.

Pur presentando il territorio di Colle grandi ritrovamenti archeologici, risalenti addirittura al IV millennio avanti Cristo, i primi documenti, dove si nomina Colle di Val d' Elsa, risalgono al X secolo, ma è dalla fine del XII secolo che la cittadina acquistò progressivamente autonomia e identità politica:i primi statuti comunali documentati risalgono al 1307.

Il tessuto urbano occupava, già nel Medioevo, un'area molto ampia che comprendeva, oltre alla parte alta, il Piano disposto lungo il tracciato delle antiche gore. Quest'ultime sono le canalizzazioni artificiali del fiume Elsa, costruite nel corso dei secoli a partire dai primi del 200, con la presenza di numerosi edifici andanti ad acqua, come mulini, cartiere e gualchiere. Le gore in questo senso furono quindi un fattore decisivo per l'economica della città, favorendo lo sviluppo delle attività industriali. Nella sua storia Colle di Val d'Elsa fu teatro di frequenti episodi bellici.

 

Tra i più famosi ricordiamo la  battaglia del 1269  tra guelfi e ghibellini, che ebbe notevoli ripercussioni sull'assetto politico della Toscana e l'assedio delle truppe del Duca di Calabria subìto nel 1479 a difesa del territorio fiorentino, che portò prima a gravi distruzioni, poi a nuovi potenziamenti del sistema delle fortificazioni.

Nel corso del Cinquecento, Colle di Val d'Elsa gravita ancora nell'orbita fiorentina, acquistando potere progressivo, soprattutto grazie alla famiglia dei Medici ed agli illustri colligiani che curarono l'amministrazione del Principe. Dopo la guerra di Siena e la costituzione del Granducato di Toscana, nel 1592 con la Bolla di Clemente VIII, Colle divenne la sede di una nuova diocesi.

Nel XVI secolo con la famiglia Usimbardi si apre il nuovo capitolo della storia moderna di Colle di Val d'Elsa. Alle porte dell'era contemporanea la produzione cartaria fu soppiantata dalle nuove industrie del ferro e del vetro. Sarà soprattutto la produzione del vetro prima e del cristallo poi, a caratterizzare l'attività industriale di Colle di Val d'Elsa che già dall'Ottocento fu definita "la Boemia d'Italia", mentre oggi è diventata vera "Città del Cristallo" con il 15% di tutta la produzione mondiale ed oltre il 95% di quella italiana.

L'epoca dell'industrializzazione coincise a Colle con l'avvento del Socialismo e della pubblicistica legata al nuovo clima politico, con l'uscita del giornale "La Martinella". Centro di arte e cultura per tutto il XX secolo, oggi Colle di Val d'Elsa si presenta come una ridente città di oltre 20.000 abitanti, con antiche e moderne architetture immerse fra le verdi colline bagnate dal fiume Elsa. Fra i personaggi di levatura internazionale che qui ebbero i natali, ricordiamo Arnolfo di Cambio , scultore e architetto del Duomo di Firenze, e in tempi più moderni "il selvaggio"  Mino Maccari e lo scrittore Romano Bilenchi.

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